sabato 6 marzo 2010

4 sgombretti cheap-&-easy

La pescivendola della COOP mi conosce fin da quando ero ragazzo, sicchè, data l'affezione reciproca, cerco di visitarla ogni sabato (giorno in cui ho il tempo per dedicarmi alla pulitura del pesce) alla ricerca di offerte al kilo.

Potrete immaginare che una delle prime conseguenze della scarsa frequentazione delle banconote nel mio portafoglio, sia proprio la ricerca di offerte che propongano prodotti invitanti a prezzi umani (ecco...escludiamo quindi il tonno rosso o lo spada da 26 euri/kilo).

Bene, una ricorrente prelibatezza che si trova alle condizioni appena descritte è proprio lo sgombro: sgombretti di 250/280g lordi a prezzi che oscillano dai 3 ai 5 euri/kilo.

Quel sabato ne acquistai 4.

Appena rientrato a casa, presi una bottiglia di pinot grigio, vendemmia 2008, prodotto in loco, e lo misi in frigorifero in attesa di sorte migliore.

Alle 17.00 circa iniziai a pulire gli sgombretti asportando innanzitutto con le forbici le pinne dorsali, poi quelle ventrali, cercando di estrarre accuratamente anche le grosse spine sottostanti.

Avevo precedentemente predisposto a fianco del lavabo il sacchetto che conteneva i pesci, in modo da utilizzarlo come deposito prossimale di rifiuti organici (destinati al composter...non all'indifferenziata); essere organizzati in termini ergonomici aiuta sia ciascuna fase della preparazione, sia il mantenimento dell'ordine e della pulizia in cucina (questione da valutare accuratamente prima di iniziare i lavori!)

Finito di togliere le pinne ai 4 pesci passai ad aprirne il ventre sempre con l'uso delle forbici, praticando un taglio longitudinale dal foro corrispondente alle pinne ventrali asportate, fino all'ano, un altro taglio partendo sempre dal primo foro verso la bocca del pesce mi serviva per asportare anche le branchie (ricche di sangue che in cottura rischia di rendere amara la parte cefalica).

Data l'ampiezza del taglio è stato facile asportare le viscere usando indice e medio assieme (ah...per pulire i pesci di certe dimensioni io tendo ad usare i guanti di gomma: preservano le mani e sono facili da pulire con un po' di candeggina per togliere l'odore).

Bene, un ultimo risciacquo dentro e fuori e i pesci avrebbero potuto considerarsi pronti per essere messi accuratamente in frigorifero, nell’attesa che tutti gli altri ingredienti fossero pronti.

Lavai i guanti, risciacquai le mani, e assaggiai quel pinot grigio che oramai da circa 45 minuti giaceva in frigo … niente male ... ecco cosa potersi concedere quando compagna con bambino escono al sabato pomeriggio lasciando a casa chi si occupa di cena e pulizie. Più un pezzetto di formaggio, per non lasciare il vino da solo nello stomaco.

Passo successivo: forno a 190° … fatto !

Raccolsi erbe (salvia, timo, basilico, alloro), uno spicchio d’aglio di media grandezza, qualche grano di pepe verde, e disposi tutto sul tagliere per farne un trito fino fino fino (a me piace fino, e ho anche talento per l'arte del tritare). Spremeti mezzo limone piccolo in un bicchiere, aggiunsi olio a naso fino a raggiungere la metà del bicchiere, girai il tutto con un cucchiaino; dentro questa mistura aggiunsi il trito appena prodotto, per poi lasciare a riposo per circa 15 minuti, che utilizzai per un altro mezzo bicchiere di bianco e per iniziare l’intimo ascolto di Conversations with myself (Bill Evans).

Nel frattempo il forno raggiunse la temperatura, compagna con prole rientrarono dalla passeggiata, l’ascolto intimo diventò condiviso e cosi passai a predisporre una teglia di vetro con il fondo inumidito da poco olio. Un’altra girata occasionale di cucchiaino alla mistura di olio, limone e compagnia bella.

Gli sgombri uscirono dal frigo e per adagiarsi all’interno della teglia, con i loro ventri aperti rivolti verso l’alto nella richiesta di essere profumati dalla mistura in quel bicchiere, da alcune olive e capperi a piacere: non ci misi molto ad assecondare gli sgombri. Due cucchiaini abbondanti di mistura finirono in ciascun pesce, le olive rimbalzarono dentro la teglia, alcuni capperi tra gli interstizi. Sul piatto ancora crudo con un ultimo filo di olio e poi un arrivederci, prima di infilarlo in forno, dove rimase a cuocere per 30 minuti circa.

W il pinot grigio !

2 commenti:

Enrico ha detto...

alcune ricorrenze mi piacciono, altre non le capisco proprio. Il venerdì, ad esempio, a casa di Paola e Andreino si mangia pesce. Sempre. Ogni venerdì. Anche se tu quel giorno non hai voglia di pesce. La mia non è certo una critica alla cucina di casa Presotto; mi sfamano tutti i giorni con menù fisso a zero euro! Ma è una cosa davvero bizzarra (per me). Fare il pesce il sabato, quindi, è una dritta! Un atto sovversivo, anarchico, rock! E le immagini cruente dello sventramento bene si addicono a questa rivoluzione! Mi chiedevo: chissà quante ne sa la pescivendola della COOP sulla tua infanzia...

cicuz ha detto...

...anche io vorrei sapere alcune cose sulla sua infanzia !