venerdì 21 dicembre 2012

Involtini vegetariani gnam





Lo dico subito: per questa ricetta ho sporcato tutte le pentole e le ciotole della mia cucina.
Però che soddisfazione!
Lo dico di quasi tutte le mie ricette, ma questa ci è proprio piaciuta tanto.
Il gusto finale del piatto è molto particolare, per noi sicuramente insolito. La scorza di limone da al piatto un intenso profumo che lo rende esotico. La salsa è dolce e si sposa bene con il gusto del ripieno.
Passo alla ricetta che è lunga.


Foglie di cavolo ripiene
per 4 persone

12 foglie esterne di un cavolo verza
4 cucchiai di panna acida (facoltativo)

Per la salsa
2 cucchiai di olio EVO
1 cipolla tritata ( io ho messo porro)
1 foglia di alloro
qualche rametto di timo
1 carota tritata
1 gambo di sedano tritato
2 spicchi d'aglio tritati
600 gr. Pomodori o 400 gr. Pelati
1 pizzico di zucchero
sale e pepe


Per il ripieno
120 di farro/riso o orzo (io ho usato il riso)
1 cucchiaio di olio EVO
1 cipolla tritata
½ spicchi di aglio tritati
50 gr di uva passa (non l'ho messa perché non mi piace. Credo però che ci stia proprio bene)
50 gr noci tritate ( io ho messo pistacchi)
scorza gratt. di 1 limone
prezzemolo tritato un mazzetto
aneto tritato (non lo avevo)
¼ di cucchiaino di peperoncino piccante
1 uovo sbattuto



La salsa
Riscaldate l'olio, aggiungete le cipolle, l'alloro e il timo e cuocete per 10 minuti.
Aggiungete la carota e il sedano, saltate per altri 5 minuti, quindi unite l'aglio e cuocete ancora 1 minuto. Aggiungete il pomodoro, sale e pepe e un pizzico di zucchero. Fate sobbollire per 15 minuti circa.

Nel frattempo...
Portate a bollore una pentola di acqua salata e immergete le foglie di cavolo per un paio di minuti ciascuna. Scolatele, passatele sotto l'acqua fredda e asciugatele bene. Tenetele da parte

Il ripieno
Cuocete il riso.
Scaldate l'olio in una piccola padella, aggiungete la cipolla e cuocete a fiamma bassa per alcuni minuti. Aggiungete l'aglio e mescolate.
In una ciotola capiente unite il riso, la cipolla e l'aglio, l'uva passa, le noci, la scorza di limone, le erbe aromatiche tritate e il peperoncino. Aggiustate di sale e pepe e infine incorporate l'uovo.

L'assemblaggio
Riempite ogni foglia di cavolo con un cucchiaio di ripieno proprio nel centro, ripiegate i lati e arrotolate la foglia. Disponete l'involtino ottenuto in una pirofila con l'apertura verso il basso. Versate il pomodoro sopra gli involtini e aggiungete a piacere la panna acida. Cuocere
in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.


Ricetta tratta da “Vegetariano gourmand” di cui vi parlerò prestissimo...

venerdì 7 dicembre 2012

Plumcake vegano zero sprechi




Sono sicuramente nel periodo “dolci vegani”.
Enrico mi prende in giro: dice che per me due volte vuol dire sempre... quindi: io faccio sempre dolci vegani!
Quando ho fatto il primo sono rimasta sorpresa perché era molto morbido, anche senza burro.
Il secondo è stato la conferma! E poi sono più leggeri, per davvero!
Questo secondo esperimento è nato da un esigenza: volevo riutilizzare gli scarti di un centrifugato.
Non ho dovuto navigare a lungo per trovare la ricetta che facesse al caso mio: sapevo esattamente dove andare. Dall'esperta della cucina con gli scarti: Lisa Casali!
Nel suo blog infatti ho trovato subito la mia ricetta, l'ho scritta in uno dei miei foglietti volanti e la sera mi sono messa all'opera.
Questa è la ricetta con le mie modifiche.
Le modifiche sono dovute ala mancanza di ingredienti, non certo alla mancanza di fiducia nella fonte!



Plumcake zero sprechi

Ingredienti:

220 g di polpa di frutta (scarto di centrifugato di: 2 mele+2 kiwi sbucciati+mandarini sbucciati)

220 g di farina

100 g di zucchero di canna grezzo

90 g di malto d’orzo (non lo avevo in casa. Ho risolto aumentando un po' la dose di polpa di frutta e aggiungendo del succo di mela a occhio)

100 ml di latte vegetale (soia)

60 ml di olio extravergine (olio di semi di girasole)

65g di nocciole o mandorle tritate (nocciole)

1 bustina di lievito per microonde (½ bustina di lievito per dolci + un cucchiaino di bicarbonato)

1 pizzico di sale

Burro vegetale per ungere gli stampini (carta forno per lo stampo da plumcake)


Semplice, semplice, senza tanti accorgimenti, potete mescolare tutto a mano o con qualche aiutante.
Amalgamate bene e poi versate in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno.
Cuocere in forno caldo a 180°, statico, per 50/60 minuti.



Avviso: dalle foto non si vede, però il mio dolce è rimasto leggermente crudo nella fascia in basso. Non so se è dovuto al lievito usato che era già aperto o se dovevo semplicemente aspettare 10 minuti in più. Comunque controllate bene prima di farlo uscire dal forno.

Ho già detto che è un plumcake buonissimo?

martedì 4 dicembre 2012

Peperoni dal ripieno insolito


Mio papà ha tirato via gli ultimi peperoni dall'orto qualche settimana fa. Gli ultimi erano verdi, ma stanno prendendo colore in cantina e quindi potremmo mangiarne ancora per un po'.
In un libro nuovo (che adoro e di cui vi parlerò presto), avevo adocchiato proprio una ricetta con i peperoni, quindi ho approfittato della produzione propria e ho provato la ricetta.
Le premesse erano buone già dal titolo, ma vi assicuro che questo piatto è proprio una bomba: buonissimo!
Passo alla ricetta, metto tra parentesi le mie modifiche:



Peperoni ripieni di patate novelle, feta e pesto

ingredienti per 4 persone:

200 gr. di patate novelle piccole (ecco, le mie avevano già una certa esperienza, non erano proprio novelle, comunque anche le patate di produzione propria, grazie Giorgio!)

4 peperoni rossi ( ne ho usati 2, uno giallo e uno rosso, ma erano più grandi di quelli nella foto del libro, mio papà d'altronde è specializzato in verdure extra large.)

1 cucchiaio di olio EVO

200 gr di feta (a dire il vero credo di aver usato un primo sale che avevo in casa, però la feta se piace ci sta molto bene!)

4 cucchiai di pesto

sale e pepe


Come prima cosa si fanno bollire le patate in una pentola di acqua salata. Una volta cotte farle raffreddare.

Tagliare a metà (per lungo) i peperoni e rimuovere i semi. Spennellare con olio, salare e pepare leggermente l'interno dei peperoni, e adagiarli in una teglia rivestita di carta forno.

Preparare il ripieno: tagliare le patate a cubetti, aggiungere la feta a dadini e mescolare il tutto con il pesto.

Inserire il ripieno dentro ai peperoni e cuocerli in fono caldo a 180°/200° per 40 minuti circa.

Se avanza ripieno non vi preoccupate, è buonissimo anche fuori dai peperoni!

Finito. È anche piuttosto semplice, vero?
La ricetta per 4 persone è stata mangiata da 2 (io e Enrico), però l'abbiamo mangiato come piatto unico, e avevamo fame...

domenica 2 dicembre 2012

Umore nero, pane nero





Ultimamente stiamo lavorando parecchio e la sera stanchezza e tensione si fanno sentire.
Il tempo per cucinare poi è ridotto al minimo, cosa che non va per niente bene, considerando che ne avrei molta voglia.
Appena trasferita nella casa nuova (ormai quasi 4 anni fa), la mia passione e il mio passatempo erano i lievitati. Sfornavo pane o simili ogni week end. Da un po' di tempo ho abbandonato questa fantastica pratica, utilizzando il tempo libero del fine settimana in altre attività.
Qualche settimana fa, facendo la spesa è finito nel carrello un preparato per pane del Molino Spadoni. La confezione mi attirava e ho trovato interessante l'idea di avere in un solo sacchetto 7 tipi di farine diverse già pronte per me.
Solitamente sono contraria ai “preparati” ma questa volta ho ceduto alla tentazione.

La confezione contiene 1 kg di farina e due bustine di lievito secco.
Le istruzioni consigliano di utilizzare mezzo chilo di farina alla volta e io le ho seguite quasi alla lettera.
Ho iniziato la mattina prima di andare al lavoro.
Con il bimby (per essere ancora più veloce) ho impastato mezzo chilo di farina, acqua (la dose è riportata nella confezione, ora non la ricordo esattamente) e un paio di cucchiai di olio.
Ho diviso l'impasto in due, ho formato due “salami” e li ho adagiati su due contenitori di alluminio usa e getta, quelli per surgelati, quelli rettangolari 20x10 circa.
Ho coperto bene e lasciato a lievitare.
In pausa pranzo sono tornata a casa, ho acceso il forno e cotto i miei due pani.
L'aspetto era perfetto, come il pane da toast che si compra.
Mentre tornavo al lavoro, ho lasciato il pane a casa a raffreddarsi per bene.



La sera con l'acquolina in bocca ci siamo preparati una cena antistress con i fiocchi!
Abbiamo preparato dei toast giganti, salsa rosa in abbondanza, patate biscotte (bollite e poi saltate in padella con olio e aromi) e abbiamo aperto una birretta.

E l'umore nero si è volatilizzato proprio come il pane!

P.S. Il pane è ottimo anche con marmellata o cioccolata.
P.P.S. In dispensa ora ho il preparato per pane al farro e grano saraceno... vi farò sapere!

domenica 25 novembre 2012

Zuppa tailandese di zucca




Tempo fa mi ero ripromessa di parlare dei mie libri di cucina, e di mostrarvi alcune ricette provate da me.
Mi sono un po' persa e così mi sono fermata al secondo libro (La cucina a impatto [quasi] zero, Tutta la bontà del pane) ma con mia grande gioia la mia libreria ha continuato a crescere, arricchendosi di tanti bei volumi.
I libri di cucina sono sempre più belli, non sembra anche a voi? Si vede che sono libri molto curati nelle foto e nella grafica oltre che nei contenuti ovviamente.
Proverò a tenere in vita questa rubrica perché ho veramente dei bei libri da consigliarvi.

Inizio oggi in maniera un po' casuale. Ho preparato di recente una zuppa e approfitto per mostrarvi anche il libro da cui proviene.




RICETTE PICCANTI
di Rachel Lane, Ting Morris

Ed. Gribaudo
Prezzo: 12,90 euro


Il titolo secondo me è fuorviante. Io userei il termine “speziate”, mi sembra più appropriato.
La maggior parte delle ricette prevede l'uso di peperoncino, quasi sempre però è accompagnato da un'ampia varietà di altre spezie.
Non ho fatto moltissime ricette del libro (più per questione di tempo che di gusto!), però mi piace moltissimo sfogliarlo e leggerlo. Innanzi tutto è maneggevole pur essendo ricco di pagine e ricette.
Mi diverte il modo in cui le spezie vengono usate nel libro.
Nella maggior parte delle ricette la prima operazione è quella di scaldare le spezie in padella per fare in modo che sprigionino il loro aroma. Per me questa è stata una scoperta, io ho sempre aggiunto le spezie verso la fine della preparazione o comunque in cottura. Comunque è vero, provare per credere: quando le spezie si scaldano in padella sprigionano un profumo intenso e invitante.

Il libro è diviso in capitoli: salse e condimenti, antipasti e snack, zuppe e insalate, pesce, carne, piatti vegetariani, dessert e bevande.

Ogni ricetta occupa due facciate: in quella di destra troviamo la foto a tutta pagina, in quella di sinistra tutte le informazioni necessarie per realizzarla.
Ogni piatto è classificato in base al costo, al tempo di preparazione e alla difficoltà.
Inoltre, come nei blog, in fondo alla pagina ci sono i “link” a tre ricette simili consigliate dall'autore

Tra le oltre 140 ricette del libro ho voluto provare qualcosa di semplice, familiare, un piatto che preparo spesso, ma in una chiave diversa, con un tocco esotico: la zuppa tailandese di zucca.

Inserisco direttamente le scansioni della pagina, così vedete anche come è fatto il libro.



Ho fatto qualche piccola modifica alla ricetta, sostituendo gli ingredienti che non avevo.
Per esempio: al posto della pasta di peperoncino ho usato il peperoncino, ho omesso il lemongrass e la salsa tailandese di pesce.



Mangiata, piaciuta e rifatta!

Inserisco qualche altra pagina del libro con alcune ricette da provare.



giovedì 22 novembre 2012

Plumcake vegano


Non sono vegana, non ancora per lo meno, però cerco di ridurre l'utilizzo di latticini e uova.
I motivi?
Il primo è spudoratamente egoista: non mangiando più carne e pesce rischio di esagerare con formaggi e frittate e di ritrovarmi con problemi di salute, cosa che voglio assolutamente evitare.
Il secondo è essenzialmente lo stesso che mi ha portato a non mangiare più carne e pesce: non voglio procurare sofferenza agli animali per nutrirmi. Semplice, no?

Non sono brava a spiegare e non mi sento pronta a farlo, ma se avete voglia di leggere, troverete molte informazioni sugli allevamenti e vi farete una vostra idea al riguardo.

Tornando a noi... ho trovato la ricetta di un dolcetto vegano in questo bel sito.
Mi ha incuriosito la particolarità della ricetta, anche se non ero affatto sicura del risultato finale.
Invece questo dolce è stato subito trascritto nel mio quaderno di ricette ufficiale.
È morbido, dolce e pieno di profumi e gusti diversi, non risente per niente della mancanza di burro o del ridotto quantitativo di zucchero e la salute ringrazia.
Vi scrivo la ricetta, anche se non ho apportato nessuna modifica alla ricetta originale di Camiria.



Plumcake vegano

150 g. farina integrale
100 g. farina di farro
80 g. zuccheri di canna
4 cucchiaio di olio di semi
50 g. cioccolato fondente tritato
30 g. farina di cocco
½ bustina di lievito per dolci
90 g. chicchi di melagrana
succo di mela q.b.

Setacciare le due farine e il lievito, aggiungere lo zucchero, la farina di cocco e il cioccolato e mescolare. Unire l'olio e mescolare ancora.
Preparare il succo di melagrana, frullando i chicchi e filtrandolo.
Unite il succo all'impasto e mescolare ancora.
A questo punto l'impasto assomiglia più ad una frolla che ad un plumcake.
Bisogna quindi renderlo più morbido aggiungendo il succo di mela.
Io avevo una bottiglietta di succo di mela (100% succo da agricoltura biologica) da 250 gr e ne avrò usato poco più della metà.
Versare l'impasto in uno stampo da plumcake oliato e infarinato o ricoperto da carta forno.
Infornare a 180° per 35-40 minuti.

Buono, sano e semplice da fare!

martedì 20 novembre 2012

Muffin salati di zucca





Non so proprio come classificare questa ricetta: un successo o un flop?
Questi muffin sono stati entrambe le cose, ciclicamente.
Appena infornati erano una meraviglia, in cottura si sono gonfiati bene, il profumo che usciva dal forno era veramente invitante e sembrava andare tutto bene. Una volta passato il tempo di cottura li ho tolti dal forno, fiduciosa. Nel frattempo ho infornato un torta e come mi sono girata ad ammirare i miei bei muffin li ho visti tutti afflosciati, tristi e abbattuti (nel vero senso della parola). Ne ho aperto uno ed era molto umido all'interno, sembrava proprio crudo. Ormai la torta era in forno e non mi sono fidata a rimettere dentro i muffin. Ho atteso la fine della cottura della torta e con molta tristezza e senza molte speranze, ho rinfornato i muffin. Quei dieci minuti di cottura non hanno giovato certo al loro aspetto. Ora oltre che essere bassini e stanchi erano pure bruciacchiati.
Comunque abbiamo provato ad assaggiarne uno e... sorpresa: una vera esplosione di gusto!
Così ho avuto l'ennesima conferma: mai giudicare dall'aspetto!
A dire il vero il giorno dopo erano ancora più buoni, ottimi anche freddi per una gustosa merenda pomeridiana.

Se li volete provare (anche se ormai le zucche stanno fnendo...) questa è la ricetta:



Muffin di zucca e rosmarino

Ingredienti secchi
180 g. farina 00
130 g. farina integrale
rosmarino fresco
semi di girasole
1 cucchiaino di lievito in polvere
mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale

Ingredienti umidi
due uova
240 g. zucca cotta
100 ml yogurt bianco
275 ml latte
60 ml olio vegetale
un cucchiaio di miele

Un pezzetto di formaggio a piacere.


In una ciotola riunite tutti gli ingredienti secchi setacciando la farina.

In un'altra ciotola sbattete le uova e aggiungete tutti gli ingredienti umidi fino ad avere un composto omogeneo.

Ora unite insieme i due composti, senza mescolare troppo, fatelo con noncuranza. Per una volta potete essere imprecisi e svogliati, approfittatene!

A questo punto l'impasto è pronto, non vi resta che preparare gli stampi da muffin. Potete imburrarli e infarinarli oppure mettere della carta forno come ho fatto io.
Versate poi un cucchiaio di impasto nello stampo, aggiungete un cubetto di formaggio a piacere (potete anche farne a meno, io ho messo un pezzetto di montasio che avevo in casa), aggiungete un altro cucchiaio di impasto, fino ad esaurirlo.
Decorate con dei semi di girasole (o di zucca se li avete) e dei rametti di rosmarino.
Infornate per 20/25 minuti a 200°. Copriteli con della carta argentata per non farli bruciare in superficie e non fate come me: controllate bene la cottura e se serve lasciateli 5 minuti in più.

giovedì 15 novembre 2012

Cous cous bianco autunnale


Non saprei svelare il segreto di una relazione che dura nonostante i momenti difficili, è una ricetta che non è ancora stata scritta.
Forse come accade qualche volta in cucina, il successo è merito dell'improvvisazione e della fortuna.
E come accade in cucina i piatti più gustosi sono quelli nei quali mescoliamo ingredienti anche molto diversi tra loro.
Per chi ci guarda da fuori io e Enrico possiamo sembrare una coppia molto omogenea: condividiamo lo stesso lavoro, abbiamo molti gusti e passioni in comune, forse, come accade alle coppie che passano molto tempo insieme, abbiamo finito per assomigliarci anche fisicamente!
Ma, come spesso accade, sono i dettagli che fanno la differenza, i dettagli che ci rendono diversi, unici.

Bè, una piccola, grande differenza tra noi è... il cous cous!
Piace molto a entrambi, il punto della questione è: come mangiarlo?
Per me il modo in assoluto migliore è quello di mescolarlo assieme agli altri ingredienti e farne un'insalata e poi soprattutto tanti, tanti semi di cumino!
Enrico invece vuole tenere tutti gli ingredienti separati e i sapori ben distinti.
Che cosa assurda, non trovate?
Che dire, siamo riusciti a sopravvivere tanti anni insieme nonostante questo, possiamo dire che la nostra relazione è in una botte di ferro!!

Comunque... il cous cous a casa nostra lo prepara Enrico. Parlo di cous cous precotto, però a lui riesce bene tutta la fase di preparazione, lo fa con amore e io non posso che ringraziare.
Il bello del cous cous è la sua versatilità, sta bene con tutto e in ogni stagione, è veloce e facile da preparare e sazia molto.
Qualche sera fa, cercando idee per la cena, abbiamo aperto il frigo e creato questo



Cous Cous autunnale in bianco
  • cous cous q.b. ( il nostro segreto è di farne sempre in abbondanza in modo da avanzarne un po' per l'antipasto/spuntino del giorno dopo. Comunque nella confezione trovate le dosi esatte e i consigli per la preparazione.)
  • finocchio crudo affettato finemente
  • radicchio (di vicenza? Non ricordo il tipo di radicchio. Arrivava dall'orto di mio suocero, era verde e non rosso come quello di treviso, molto amaro.)
  • uno spicchio d'aglio
  • semi di girasole
  • formaggio primo sale
  • olive taggiasche
  • sale/pepe/olio/spezie a piacere

Il cous cous è stato cucinato come da “ricetta” riportata nella confezione. Posso solo dire che Enrico lo prepara con il brodo vegetale (fatto con il mio dado) al posto dell'acqua.

In una pentola scaldare poco olio e far soffriggere uno spicchio d'aglio intero. Aggiungere il radicchio e coprire con il coperchio. Lasciar cuocere fino a che il radicchio risulta ben stufato.

Tagliare a dadini il formaggio.

Una volta pronto il cous cous potete procedere come preferite: mescolate tutti gli ingredienti e condite come faccio io, oppure create un piatto coreografico come quello di enrico, lasciando ogni ingrediente separato nel piatto. In ogni caso molto buono!
E voi come lo mangiate il cous cous?

P.S. Dimenticavo la mia torta di compleanno! Ho fatto una crostata con crema chantilly e frutta. Era buona, ma da migliorare. Metterò la ricetta la prossima volta!


martedì 30 ottobre 2012

33

Oggi Laura compie gli anni.
Come sarà la torta di compleanno di questi suoi 33 anni (si può dire l'età di una signora, vero?) per ora lo so solo io che l'ho vista nascere!
Appena pronta una foto chiederò a Laura di preparare la ricetta.

2010

2011


giovedì 27 settembre 2012

McLaura


Hamburgher di ceci: fatto!
Hamburgher di verdure: fatto!
Polette di soia: fatte!
Hamburgher di lenticchie:fatto!
Polpettone di zucchine: fatto!
Polpette di piselli: fatte!

Non ho documentato praticamente nessuna di queste ricette sul blog, ma il mio palato e la mia pancia non mentono, ho polpettizzato un sacco di cose!
Gli hamburger o polpette vegetali sono un'alternativa golosa a quelli carnivori già da prima di essere ufficialmente vegetariana: li ho sempre trovati più invitanti e più digeribili.
Mi piace farli e avere delle scorte da tenere in congelatore in caso di emergenza.
Un paio di settimane fa ho trovato in un blog americano (tra l'altro siamo parenti: loro si chiamano post punk kitchen!) questa ricetta. Mi ha fatto subito gola, l'aspetto del panino, l'hamburger con quella crosticina bruciacchiata... dovevo assolutamente provarli.
E il mio istinto non si sbagliava, questi burger sono favolosi e non mancheranno più nella mio congelatore!
Sono riuscita, con l'aiuto di google translate, a tradurre tutto l'articolo e anche la ricetta. Ho però improvvisato sulle dosi, non sapendo esattamente l'equivalente di quelle maledettissime cups!
Quindi ecco la mia versione:



Burger rossi vegetariani

1 1/4 cups riso integrare cotto e raffreddato (230 gr. Crudo, 300gr. cotto)
1 cup lenticchie cotte fredde e ben asciutte (300 gr.)
1 cup rape rosse tritate (260 gr)
1/2 cucchiaino di sale
Pepe nero
1 cucchiaino timo strofinato con le dita
1/2 cucchiaino semi di finocchio (io ho messo coriandolo)
1 cucchiaino senape secca (non l'ho messa perché non l'avevo)
3 cucchiaini cipolla tritata molto finemente (mezza cipolla piccola)
2 spicchi d’aglio tritati
2 cucchiaini di burro di mandorle morbido (ho messo il burro d'arachidi)
1/2 cup pangrattato fine (50 gr)
Olio d’oliva per la padella



Tritate in un mixer tutti gli ingredienti. Fate raffreddare il composto per almeno 30 minuti in frigo. Preriscaldare una padella di ghisa a fuoco medio-alto. Formare le polpette, versare uno strato molto sottile di olio nella padella e cuocere gli hamburger per circa 12 minuti, girandoli di tanto in tanto. Servire caldi.
Con le dosi che ho utilizzato sono venuti fuori 10 burger, 4 mangiati subito e i restanti congelati crudi. Quelli che vedete nelle foto sono quelli congelati. Li ho messi in pentola ancora congelati e girandoli si sono un po' rotti, comunque il gusto era ancora eccezionale.

Quella sera abbiamo festeggiato anche il compleanno di Enrico con due crostate, come da richiesta del festeggiato!



venerdì 21 settembre 2012

L'importanza dei NO


Domanda esistenziale: come si dovrebbe essere a 30 anni passati? La risposta non è facile né può essere universale, probabilmente ognuno ha una propria personale risposta.
Io mi sento ancora in un vortice di dubbi e insicurezze e sicuramente mi lascio ancora trasportare dalle emozioni in maniera spesso incontrollata.
Questa cosa mi fa pensare. Nella mia testa a questa età dovevo essere matura e risolta e coerente.
Per ora tutto quello che so di me è quello che non voglio essere, mi viene più facile definirmi attraverso dei no.
Tra questi no negli ultimi mesi ne è emerso uno molto grosso: non voglio uccidere animali per nutrirmi.
Detta così sembra una cosa molto estrema, in realtà la consapevolezza di questa decisione è arrivata piano, negli anni e sta maturando col tempo.
Ho sempre provato un certo disagio nel mangiare la carne, come se una parte di me sentisse che era sbagliato.
Ci ho messo parecchio tempo ma ora so di essere vegetariana e mi sento molto in pace per questo e mi sto applicando per diventarlo a tutti gli effetti.
Ho iniziato smettendo di mangiare carne e devo dire che è la cosa più facile.
A un certo punto mi sono resa conto che avrei dovuto fare attenzione agli ingredienti dei cibi confezionati e, per esempio, all'uso di strutto nel pane (la mia scelta di pane nel panificio del paese si è ridotta da 200 tipi di panini a 2!!!).
Ora sto cercando di eliminare anche il pesce, che finora è stata l'ancora di salvezza di chi mi invitava a pranzo o a cena. Io sono pronta a diventare vegetariana, ma mia mamma e mia suocera lo saranno? Povere donne!!
Con il latte e le uova per ora convivo, con l'idea però di ridurne il consumo sempre di più.
Nel frattempo cerco di imparare ad usare e apprezzare alcuni cibi alternativi, come il latte e lo yogurt di soia (il budino di soia non ha niente da invidiare a quello fatto con latte vaccino), e naturalmente sto provando a familiarizzare con il tofu.
Chi lo conosce saprà già quello che sto per dire: il tofu non sa di niente, caratteristica che lo rende adatto a moltissime preparazioni.
Sentirete parlare di tofu ancora in queste pagine, per oggi vi lascio con una delle mie solite “non ricette”, il mio primo esperimento di tofu cremoso.






Involtino freddo di melanzane grigliate e crema di tofu

Ingredienti:
1 melanzana grossa
1 panetto di tofu (la confezione che ho preso io è composta da due panetti da 125 gr ciascuno)

Succo di mezzo limone piccolo
Salsa di soia
Olio di oliva
erba cipollina


Scottate il panetto di tofu intero per alcuni minuti in una pentola di acqua bollente.
Scolatelo bene e spezzettatelo dentro a una ciotola. Aggiungete la salsa di soia, il succo di limone, olio di oliva e l'erba cipollina. Passate tutto al mixer e aggiungete un po' di olio o salsa di soia a piacimento. Non dovrebbe servire il sale perché la salsa di soia è già di suo molto sapida, comunque assaggiate e aggiustate secondo il vostro gusto. Anche l'erba cipollina può essere sostituita da una spezia a piacere, la ricetta originale prevedeva dragoncello.
A questo punto la crema è pronta.
La melanzana va tagliata a fette di mezzo centimetro circa e grigliata da entrambi i lati.
Ora farcite ogni fetta con un cucchiaino abbondante di crema di tofu e servite irrorando con un giro d'olio sopra o con della glassa di aceto balsamico o con dei pomodorini.
Io ho preparato gli involtini e li ho lasciati qualche ora in frigo, come al solito più riposano più acquistano sapore.
Sono un buon antipasto estivo, una ricetta veloce e diversa dal solito, che può piacere anche a chi non piace il tofu.



Nella foto vedete anche dei triangoli di piadina spalmati con un'altra salsa.
In realtà quella foto è del giorno dopo: avendo avanzato sia la crema di tofu che delle melanzane (cotte al forno), ho creato la crema di tofu alle melanzane!! Niente ricetta, ho semplicemente frullato il tutto e poi spalmato su una piadina (all'olio!).
Buono. Dopo questo antipasto fresco e un bicchiere di bollicine, ci siamo fatti la prima zuppa di zucca della stagione (ne seguiranno molte altre...).




giovedì 23 agosto 2012

Panini dolci

Questa mattina stavo sistemando un po' di foto e ad un certo punto mi è venuta voglia di uno spuntino dolce. Guardando nell'archivio delle ricette ho trovato questi panini dolci. Devo dire a Laura di rifarli così le mie colazioni saranno più felici!




mercoledì 4 luglio 2012

Moussaka vegetariana sarda

Eccomi: sono una delle 10 persone che domenica sera non hanno guardato la finale degli europei!
Ho approfittato dell'uscita di Enrico per starmene a casa in tranquillità e per non essere del tutto fuori dal mondo ho ascoltato una focosa radiocronaca della partita; della quale, detto tra noi, non ho capito quasi nulla.
Tra le varie cose quella sera ho cucinato.
Avevo le prime melanzane dell'orto del papà da utilizzare e, con l'intento di svuotare il congelatore per la pulizia annuale, ho scongelato l'ultimo sacchetto del buonissimo ragù di lenticchie preparato mesi fa.

A proposito... è rimasto incompiuto dentro al mio computer un post sulla sfida del ragù fatta da me e Enrico una domenica pomeriggio: io ho preparato il mio primo riuscitissimo ragù di lenticchie con questa ricetta, Enrico invece ha preparato il classico ragù di carne. È stato molto divertente, se riesco recupero il post e le foto.

Da due ricette ne ho fatta una: ho preso la moussaka greca e il pasticcio di pane carasau sardo e ho creato la mia:





Moussaka vegetariana sarda

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti:
3 piccole melanzane grigliate
una porzione di ragù di lenticchie
pane carasau q.b.
una mozzarella
formaggio grana
Sale, pepe, basilico

Come al solito una ricetta precisa e veramente complicata!!

Come prima cosa ho tagliato a fette le melanzane e le ho grigliate, senza nessun condimento.
Ho scongelato e scaldato il ragù di lenticchie.
Ho grattugiato il grana e tagliato a fette sottili la mozzarella.

L'assemblaggio:
Ho sporcato una piccola teglia con il ragù di lenticchie,
coperto con il pane carasau,
adagiato le melanzane grigliate e aggiunto sale, pepe e basilico,
uno strato di mozzarella
e per finire il ragù.
Ho continuato così, spolverando l'ultimo strato con il parmigiano grattugiato.
Ho coperto tutto e messo in frigorifero.



Lunedì sera è bastato scaldare il forno a 180° e infilare la teglia per 20 minuti circa, con 5 minuti di grill finale.
E poi... preparare la tavola nel portico, accendendo moltissime candele e uno zampirone; sedersi comodamente in tavola e godere della buonissima cena preparata in anticipo.
Perché, non so voi, ma per me arrivare a casa la sera e trovare la cena già pronta... non ha prezzo!

lunedì 2 luglio 2012

Crostatine per tutti i gusti




La crostata è uno dei miei dolci preferiti.
Oltre ad essere buona e facile da fare, è di sicura riuscita, versatile e sa adattarsi ad ogni stagione.
Ottima con la cioccolata nelle fredde giornate invernali e delicata con la frutta fresca nelle torride serate estive.
Tra le mie preferite c'è la crostata con le mele, anche se sicuramente quella che faccio più spesso è la crostata con la marmellata della mamma, un classico intramontabile, e poi diciamocelo, si fa praticamente da sola!

Ma non bisogna sottovalutarla: anche un'innocua crostata nasconde delle insidie.
Vi è mai capitato di mangiare una crostata troppo burrosa? O di non riuscire a stendere la frolla perché troppo friabile? E la cioccolata che diventa dura? I bordi neri e l'interno crudo?
Ecco, se pensate che ora vi darò il segreto per la crostata perfetta vi sbagliate di grosso: come al solito io vado a caso!
Per la crostata uso una frolla collaudatissima, la stessa che uso per fare i biscotti: uova, burro e zucchero, niente di strano.

Alcune settimane fa avevo una domenica a disposizione e avevo proprio voglia di stare ai fornelli. Ho preparato varie cose, tra cui delle bellissime crostatine. Ero rilassata ed è stato divertente, non lo consiglio se avete una giornata storta, in quel caso molto meglio stare lontano dalla cucina!



Con una dose di pasta frolla sono uscite 10 crostatine. Ne ho fatte 4 con la marmellata di more fatta da mia mamma, 3 con la nutella e 3 con il lemon curd.
A voi la ricetta:

Ho preparato una PASTA FROLLA con questi ingredienti:

250 gr di farina 00
2 tuorli d'uovo
125 gr di burro
70 gr di zucchero
la buccia grattugiata di un limone
un pizzico di sale

… e l'ho messa a riposare in frigo.

Nel frattempo ho preparato il lemon curd per la prima volta in vita mia, e me ne sono innamorata!
Ho seguito questa ricetta dimezzando le dosi:

LEMON CURD 
Ingredienti per 450gr circa di lemon curd:3 limoni non trattati
200gr di zucchero
115gr di burro
4 uova

Lavate i limoni, grattugiatene la scorza e mettetela insieme al succo, in un contenitore resistente al calore. Aggiungete lo zucchero e il burro a pezzetti e cuocete a bagnomaria fino a quando non si saranno dissolti. Sbattete le uova a parte ed aggiungetele al composto. Mescolate prima con la frusta, poi con un cucchiaio di legno, fino a quando la crema non avrà iniziato a rapprendersi formando uno strato piú denso, velando il cucchiaio.
Rimuovete la crema dal calore.Fate raffreddare e conservate in frigo: si mantiene per una decina di giorni.


Dopo il riposo in frigo ho steso la pasta e ho rivestito gli stampi.



Ho farcito alcune crostatine con la marmellata, le ho decorate e cotte a 180° per 10/15 minuti.



Ho cotto in bianco le altre. Ne ho tolte 3 dal forno a metà cottura, le ho farcite di nutella e ho continuato la cottura per altri 7/8 minuti.



Una volta raffreddate ho farcito con il lemon curd le 3 restanti e finalmente dopo tanto lavoro ho potuto fare una meritata merenda.





Troppo difficile decidere quali erano le più buone. E a voi quali ispirano di più?



mercoledì 13 giugno 2012

Cotoletta di zucchine




C'è di nuovo che non mangio più carne. Da alcuni mesi ho preso questa decisione.
Non sto a raccontarvi le ragioni di questa scelta, perché probabilmente non sono ancora chiare neppure a me.
Sto vivendo un processo di trasformazione al contrario: la decisione di non mangiare più carne è stata istintiva e da quel giorno, attraverso letture e riflessioni personali, la scelta sta diventando più consapevole.
Il bello è che si inizia a prestare più attenzione a quello che ci nutre e a quello che ci serve per stare bene.
La cosa complicata dell'essere improvvisamente vegetariani è riempire il posto nel piatto che prima era dedicato alla carne. All'inizio si sente il bisogno di trovare dei sostituti, qualcosa che nella forma possa ricordare quello che non si mangia più.
Ecco perché quando ho visto questa ricetta ho voluto subito provarla, con qualche variante.


Cotoletta di zucchine

Ingredienti per due persone:

- 80 g di pane
- 50 g di avena
- 100 ml di latte (dose giusta 50 ml)
- 2 zucchine grosse
- 1/2 cipolla
- 1 uovo
- spezie fresche
- sale e pepe
- olio per cuocere

Mi rendo conto ora che ho sbagliato una cosa fondamentale: ho dimezzato tutte le dosi rispetto all'originale, però mi sono dimenticata di dimezzare il latte. Ora che ci penso infatti ho aggiunto del pangrattato perché l'impasto era molto liquido. Ecco: mistero risolto!



Si inizia mettendo il pane e i fiocchi d'avena in un piatto e versandoci sopra 150 ml di acqua bollente. Dovranno stare in ammollo almeno una decina di minuti.

Nel frattempo grattugiare le zucchine.
Altra piccola variante mia: per un'altra ricetta avevo preparato delle zucchine trifolate con un po' di cipolla. Così invece di mettere gli ingredienti crudi ho messo cipolla e zucchine già cotte.

Mettere tutti gli ingredienti, tranne l'olio, in un robot/frullatore e tritare finemente.
Io ho messo una manciata abbondante di spezie fresche: timo, basilico e origano.

Ungere una padella con poco olio, scaldare e versare una cucchiaiata di impasto in padella. Schiacciare un po' per appiattire la “cotoletta” e cuocere bene da entrambi i lati.

Con tutte le mie modifiche sono uscite 6 “cotolette”. Ci sono piaciute parecchio, anche se sono rimaste leggermente umide e molli all'interno: ora so perché!

Non mi resta che riprovare la ricetta con le dosi giuste, e sono sicura che lo farò, anche spesso.
È un modo nuovo di mangiare le verdure e tutto sommato è anche una ricetta veloce e pulita.

Noi le abbiamo mangiate con delle verdure cotte (costa e cicoria) e con dei pomodorini confit.



martedì 12 giugno 2012

Burro d'arachidi contro lo spreco alimentare





Credo di poter dire che i miei genitori hanno fatto un buon lavoro con me: certo, il carattere è quello che è e può solo peggiorare, però sono una ragazza ben educata e dai sani principi.
Ovviamente mi hanno anche tramandato una grande passione per il cibo e per la buona cucina.
Una cosa a cui tengo molto è questa: il cibo non si deve buttare!
Mi è stato insegnato con i gesti più che con le parole: con ogni vasetto di marmellata, con tutte le conserve di verdure, con le cene a base di pane (quello avanzato) e latte...
Non ricordo di aver mai visto mia mamma e tanto meno mio papà buttare via del cibo.
Ora che ho una mia casa e una mia cucina sto attenta a seguire la stessa filosofia: riutilizzare, trasformare, mai buttare.
Alcune settimane fa, in fase di riordino dispensa, ho trovato una bella scatola di arachidi avanzate dal periodo natalizio. Mi sono ricordata di aver visto qualche ricetta per fare il burro d'arachidi e infatti on line ne ho trovate diverse, così mi sono messa all'opera.
In 5 minuti ho ottenuto un bel vasetto di delizioso burro d'arachidi casalingo, la fatica più grande è stata sbucciare tutti i “bagigi”.

La ricetta/non ricetta è la seguente:

BURRO D'ARACHIDI
arachidi sbucciate
olio d'arachidi
sale
zucchero

E le quantità?
Mi spiace, ma bisogna affidarsi all'intuito. Prometto che non sarà difficile, e lo dice una che non avendo mai mangiato il burro d'arachidi originale non ha la minima idea della giusta consistenza o del sapore.

Come fare?
In pratica ho messo tutte le arachidi che avevo nel frullatore, ci ho aggiunto un paio di cucchiai di olio d'arachidi, un pizzico di zucchero e un pizzico di sale.
Pensavo di aver sbagliato qualcosa perché ho ottenuto una crema piuttosto molle. Mettendolo in frigo però si è indurita e la consistenza è quella di una crema spalmabile.
In quanto al sapore, posso dire che la mia crema tende al salato, la sensazione è quella di mangiare un cucchiaino di arachidi, una vera esplosione di sapore. Ottima!

Come mangiarla?
Dai film americani abbiamo imparato che va spalmata sul pane per fare un delizioso e nutriente sandwich.

Altri usi?
A quanto pare se ne possono fare biscotti, torte e addirittura mantecare un risotto.

Temo che il mio barattolo finirà prima di poter fare ulteriori esperimenti...

venerdì 25 maggio 2012

Devis è ROCK !

Un paio di anni fa venni a contatto con l'esperienza di Devis attraverso un servizio passato su MTV che descriveva la scelta di questo ragazzo; scelta di vita radicale costruita, da quanto sono riuscito a comprendere, su un doppio legame tra il locale (la terra, l'autosussistenza, la ricerca dell'autonomia) ed il globale (l'attenzione a quanto accade nel mondo, i legami con la rete e con le reti). Piano piano ho scoperto che dietro questa scelta ci sono riflessioni e fatiche che non trasparivano sul patinato servizio di MTV.

http://www.progettopecoranera.it

Ho voluto parlarne in questo post poiché ciò di cui ci nutriamo ha sempre una storia alle spalle, e molto spesso queste storie nascono e si consumano lontano dai nostri occhi e dalle nostre mani: molto spesso ci nutriamo di storie che non conosciamo o che non vogliamo conoscere, allontanandoci in questo modo dalle cose che ci danno sostanzialmente vita.
"Devis" (tra virgolette perchè lo prendo come metafora di una possibilità) sicuramente non è l'unica strada percorribile, e tantomeno una persona da confondere con un profeta, lo vedo come l'opportunità di ripensare le cose importanti e ciò che si desidera davvero.


lunedì 19 marzo 2012

Due palle... di ricotta!




Un post velocissimo per una ricetta che non è proprio una ricetta ma più un'idea...
Queste palline rimbalzano nel mio computer da almeno un mese ci tenevo a postarle perchè sono state proprio una piacevole sorpresa.
Ho trovato la ricetta su cookaround e l'ho segnata su un post-it volante che è stato spostato da un libro all'altro e fortunatamente non è andato perso.
Le ho preparate una sera per accompagnare una zuppa, ma la maggior parte sono state spazzolate ancor prima di impiattare.

PALLINE DI RICOTTA
ingredienti:
ricotta
farina
lievito secco
sale

Gli ingredienti sono tutti a occhio. Si lavora la ricotta con la farina il sale e un cucchiaino di lievito fino ad ottenere un impasto corposo e polpettizzabile. Si fa riposare per un'ora e poi si formano le polpettine. Si possono friggere o cuocere in forno come ho fatto io.

Semplicissime vero? Da provare anche perché ci stanno con tutto, buone nelle zuppe, nelle insalate, in degli spiedini freschi...



P.S. Ho rintracciato la fonte: eccola. Danita scrive spesso su cookaround ma ha anche questo blog esterno. Fa un sacco di cose buone!

La torta del re per il mio papà




Mio papà è un rompiballe: è super esigente, testardo, litigioso, orgoglioso e parla troppo.
Io sto diventando ogni giorno che passa più simile a lui, tranne per il parlare troppo!
Ci litigo quasi ogni giorno e mi fa prendere delle incazzature incredibili.
Ovviamente lo adoro, è la persona che mi fa più ridere, è generoso, onesto e coerente.
Ha avuto una vita piena di avventure e sacrifici, almeno fino a quando si è ritirato nel suo piccolo paradiso, fatto di orto, giardino e casa.

In famiglia non siamo abituati a grandi dimostrazioni d'affetto, niente abbracci o baci, però da sempre ci coccoliamo con il cibo. Per questo ho deciso di preparargli la torta più bella e golosa che abbia visto in giro ultimamente, questa.
Marina la chiama la “torta della regina”, io per l'occasione la chiamo la “torta del re”.
Come vedrete il risultato finale è piuttosto diverso dall'originale. Effettivamente preparare questa torta è stato più complicato del previsto: ho sporcato tantissime cose tra ciotole cucchiai e mestoli, ho schizzato cioccolato ovunque e dichiaro ufficialmente che odio la sac a poche.
Gli strati di pasta sono venuti sottili, troppo sottili, e non riesco proprio a capire cosa sia andato storto.
Inserisco la ricetta come l'ho fatta io, senza grandi stravolgimenti, ho solo aumentato le dosi.



TORTA DEL RE

270 gr di farina
165 gr di burro
4 uova
165 gr di zucchero a velo
35 gr di cacao amaro
mezza bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

Per lo sciroppo:
50 gr di zucchero
1 dl di acqua
2 cucchiai di crema al whisky

Per la ganache:
220 gr di cioccolato fondente
125 gr di panna fresca

Ricordarsi di tirar fuori dal frigo il burro un paio di ore prima di preparare la torta.
Preparare lo sciroppo, mettendo lo zucchero e l’acqua sul fuoco e facendo bollire per 2 minuti. Spegnere e far intiepidire dopodiché aggiungere il rum (nel mio caso cream al whisky).
Setacciare la farina e il lievito e dividere in due ciotole. In una aggiungere il cacao.
Lavorare il burro a crema, aggiungere lo zucchero a velo e la vanillina e poi le uova una alla volta.
Dividere l'impasto di uova-burro-zucchero nelle due ciotole di farina e mescolare i due impasti.
A questo punto entra in scena la sac a poche, anzi le sac a poche. E le teglie, se si ha la fortuna di averne più di una della stessa misura.
Io non ho teglie da 20 cm di diametro così ho usato due teglie da 26 cm ed ho tagliato una volta cotta la pasta per avere una tortina più piccola. Probabilmente è per questo che la pasta è venuta più bassa di quella di Marina, nonostante avessi aumentato le dosi.
Con i due impasti si iniziano a formare degli anelli nella tortiera, alternando l'impasto bianco e quello nero. Infornare a 180° per 10/12 minuti. Togliere dal forno il disco di pasta e, ancora caldo bagnarlo con lo sciroppo preparato in precedenza.
Ripetere l'operazione per tre volte iniziando il giro una volta con l'impasto bianco e una volta con quello nero.

Finita l'operazione pasta si prepara la ganache portando a ebollizione la panna e versandoci il cioccolato tritato. Una volta fredda distribuire la ganache su tutta la superficie della torta livellandola per bene. Io non ho fatto ulteriori decorazioni perchè ero ormai stremata, ho solo spolverato la superficie con riccioli di cioccolato bianco e nero.





La abbiamo mangiata oggi, dopo averla tenuta in frigo tutta la notte e la mattinata.
Forse doveva scaldarsi ancora un po', comunque è venuta buona.
Mi faccio una critica da sola: la torta è risultata un po' troppo asciutta. Ho omesso il velo di marmellata tra gli strati perché non mi ispirava molto, ma probabilmente serve a tenere tutto un po' più umido.
Abbiamo comunque apprezzato, festeggiato compreso.


mercoledì 29 febbraio 2012

La ragazzaccia che c'è in me


Alle medie avevo una cotta per il figlio del macellaio. Aveva 15 anni ed era ancora alle medie. Su di me esercitava l'irresistibile fascino del “cattivo ragazzo”. Lui non mi considerava, ovviamente. Ero una bimba cicciottella, timidissima e molto inesperta. Gli insegnanti mi mettevano sempre in gruppo con lui e con altri “fuoricorso” nella speranza di raddrizzarli, senza nemmeno prevedere che a venirne cambiata potevo essere io.
Intorno ai 15 anni, nell'estate tra la prima e la seconda superiore, la sbandata totale per il batterista.
E già questo dice tutto: un musicista, bellissimo (almeno per me), con tanti amici strani, una vita sregolata, un bel pizzico di follia e originalità, insomma ho perso la testa nel giro di 10 minuti e l'ho ritrovata 10 anni dopo.
Da allora ho fatto di tutto per essere l'esatto contrario della brava ragazza che ero destinata ad essere. Ho cominciato tagliandomi i miei lunghi capelli quasi a zero, ho fumato sigarette (e non solo), ho bevuto tanto e a sproposito, ho ascoltato tanti concerti, per un po' non ho più mangiato, mi sono impegnata ad andare male a scuola, ho litigato mille volte con i miei genitori.
Dopo 15 anni, ormai raggiunti e superati i 30, mi ostino a non accettare di essere la brava ragazza che dovrei essere e continuo a nutrire di speranze la ragazzaccia che c'è in me.
Sto assieme allo stesso (fantastico) ragazzo da 12 anni e gli sono sempre stata fedele.
Da 5 anni ho uno studio mio dove lavoro con il moroso.
Con lo stesso moroso ho comprato un villetta bifamiliare a due piani e 3 stanze nello stesso paese dove sono cresciuta e dove abitano i miei genitori.
Vado quasi tutti i giorni a pranzo dai miei, almeno una volta alla settimana a cena dai suoceri, faccio le uscite domenicali con la sorella di mio moroso e i suoi 2 figli e passo il capodanno con mia sorella.
Come se non bastasse ho un aspetto abbastanza ordinario, mi vesto in maniera anonima e ho la faccia da bimba.
Forse sarebbe ora di riconciliarmi con la parte di me che passa il sabato pomeriggio a preparare torte.




CROSTATA DI RICOTTA VELOCE VELOCE

Ingredienti per una tortina piccola (18 cm di diametro)

per il guscio:150 gr di farina
38 gr di burro freddo
60 gr di zucchero
1 uovo piccolo
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina

per il ripieno:250 gr di ricotta fresca
50 gr di cioccolato fondente
50 gr di zucchero
1 bustina di vanillina

Il massimo della pigrizia è farla con il bimby come me, comunque...

Tritare il cioccolato a pezzi e metterlo da parte.

Fare il guscio mescolando gli ingredienti. Si deve ottenere un impasto granuloso che potrà riposare nel frigo mentre si prepara la farcia.

Mescolare energicamente la farina con lo zucchero e la vanillina. Se serve si può aggiungere un cucchiaio di latte.

Preparare la teglia e versare metà impasto sul fondo livellandolo delicatamente.

Adagiare la farcia di ricotta, spolverare con il cioccolato e ricoprire con l'altra metà dell'impasto.

Cuocere in forno a 180° per 30/40 minuti.

Lasciar raffreddare e servire con una forchettina oppure... se volete essere ribelli e anticonformiste, tagliatene subito una fetta e mangiatela con gusto lasciando incuranti le briciole sul divano.