lunedì 19 marzo 2012

Due palle... di ricotta!




Un post velocissimo per una ricetta che non è proprio una ricetta ma più un'idea...
Queste palline rimbalzano nel mio computer da almeno un mese ci tenevo a postarle perchè sono state proprio una piacevole sorpresa.
Ho trovato la ricetta su cookaround e l'ho segnata su un post-it volante che è stato spostato da un libro all'altro e fortunatamente non è andato perso.
Le ho preparate una sera per accompagnare una zuppa, ma la maggior parte sono state spazzolate ancor prima di impiattare.

PALLINE DI RICOTTA
ingredienti:
ricotta
farina
lievito secco
sale

Gli ingredienti sono tutti a occhio. Si lavora la ricotta con la farina il sale e un cucchiaino di lievito fino ad ottenere un impasto corposo e polpettizzabile. Si fa riposare per un'ora e poi si formano le polpettine. Si possono friggere o cuocere in forno come ho fatto io.

Semplicissime vero? Da provare anche perché ci stanno con tutto, buone nelle zuppe, nelle insalate, in degli spiedini freschi...



P.S. Ho rintracciato la fonte: eccola. Danita scrive spesso su cookaround ma ha anche questo blog esterno. Fa un sacco di cose buone!

La torta del re per il mio papà




Mio papà è un rompiballe: è super esigente, testardo, litigioso, orgoglioso e parla troppo.
Io sto diventando ogni giorno che passa più simile a lui, tranne per il parlare troppo!
Ci litigo quasi ogni giorno e mi fa prendere delle incazzature incredibili.
Ovviamente lo adoro, è la persona che mi fa più ridere, è generoso, onesto e coerente.
Ha avuto una vita piena di avventure e sacrifici, almeno fino a quando si è ritirato nel suo piccolo paradiso, fatto di orto, giardino e casa.

In famiglia non siamo abituati a grandi dimostrazioni d'affetto, niente abbracci o baci, però da sempre ci coccoliamo con il cibo. Per questo ho deciso di preparargli la torta più bella e golosa che abbia visto in giro ultimamente, questa.
Marina la chiama la “torta della regina”, io per l'occasione la chiamo la “torta del re”.
Come vedrete il risultato finale è piuttosto diverso dall'originale. Effettivamente preparare questa torta è stato più complicato del previsto: ho sporcato tantissime cose tra ciotole cucchiai e mestoli, ho schizzato cioccolato ovunque e dichiaro ufficialmente che odio la sac a poche.
Gli strati di pasta sono venuti sottili, troppo sottili, e non riesco proprio a capire cosa sia andato storto.
Inserisco la ricetta come l'ho fatta io, senza grandi stravolgimenti, ho solo aumentato le dosi.



TORTA DEL RE

270 gr di farina
165 gr di burro
4 uova
165 gr di zucchero a velo
35 gr di cacao amaro
mezza bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

Per lo sciroppo:
50 gr di zucchero
1 dl di acqua
2 cucchiai di crema al whisky

Per la ganache:
220 gr di cioccolato fondente
125 gr di panna fresca

Ricordarsi di tirar fuori dal frigo il burro un paio di ore prima di preparare la torta.
Preparare lo sciroppo, mettendo lo zucchero e l’acqua sul fuoco e facendo bollire per 2 minuti. Spegnere e far intiepidire dopodiché aggiungere il rum (nel mio caso cream al whisky).
Setacciare la farina e il lievito e dividere in due ciotole. In una aggiungere il cacao.
Lavorare il burro a crema, aggiungere lo zucchero a velo e la vanillina e poi le uova una alla volta.
Dividere l'impasto di uova-burro-zucchero nelle due ciotole di farina e mescolare i due impasti.
A questo punto entra in scena la sac a poche, anzi le sac a poche. E le teglie, se si ha la fortuna di averne più di una della stessa misura.
Io non ho teglie da 20 cm di diametro così ho usato due teglie da 26 cm ed ho tagliato una volta cotta la pasta per avere una tortina più piccola. Probabilmente è per questo che la pasta è venuta più bassa di quella di Marina, nonostante avessi aumentato le dosi.
Con i due impasti si iniziano a formare degli anelli nella tortiera, alternando l'impasto bianco e quello nero. Infornare a 180° per 10/12 minuti. Togliere dal forno il disco di pasta e, ancora caldo bagnarlo con lo sciroppo preparato in precedenza.
Ripetere l'operazione per tre volte iniziando il giro una volta con l'impasto bianco e una volta con quello nero.

Finita l'operazione pasta si prepara la ganache portando a ebollizione la panna e versandoci il cioccolato tritato. Una volta fredda distribuire la ganache su tutta la superficie della torta livellandola per bene. Io non ho fatto ulteriori decorazioni perchè ero ormai stremata, ho solo spolverato la superficie con riccioli di cioccolato bianco e nero.





La abbiamo mangiata oggi, dopo averla tenuta in frigo tutta la notte e la mattinata.
Forse doveva scaldarsi ancora un po', comunque è venuta buona.
Mi faccio una critica da sola: la torta è risultata un po' troppo asciutta. Ho omesso il velo di marmellata tra gli strati perché non mi ispirava molto, ma probabilmente serve a tenere tutto un po' più umido.
Abbiamo comunque apprezzato, festeggiato compreso.


mercoledì 29 febbraio 2012

La ragazzaccia che c'è in me


Alle medie avevo una cotta per il figlio del macellaio. Aveva 15 anni ed era ancora alle medie. Su di me esercitava l'irresistibile fascino del “cattivo ragazzo”. Lui non mi considerava, ovviamente. Ero una bimba cicciottella, timidissima e molto inesperta. Gli insegnanti mi mettevano sempre in gruppo con lui e con altri “fuoricorso” nella speranza di raddrizzarli, senza nemmeno prevedere che a venirne cambiata potevo essere io.
Intorno ai 15 anni, nell'estate tra la prima e la seconda superiore, la sbandata totale per il batterista.
E già questo dice tutto: un musicista, bellissimo (almeno per me), con tanti amici strani, una vita sregolata, un bel pizzico di follia e originalità, insomma ho perso la testa nel giro di 10 minuti e l'ho ritrovata 10 anni dopo.
Da allora ho fatto di tutto per essere l'esatto contrario della brava ragazza che ero destinata ad essere. Ho cominciato tagliandomi i miei lunghi capelli quasi a zero, ho fumato sigarette (e non solo), ho bevuto tanto e a sproposito, ho ascoltato tanti concerti, per un po' non ho più mangiato, mi sono impegnata ad andare male a scuola, ho litigato mille volte con i miei genitori.
Dopo 15 anni, ormai raggiunti e superati i 30, mi ostino a non accettare di essere la brava ragazza che dovrei essere e continuo a nutrire di speranze la ragazzaccia che c'è in me.
Sto assieme allo stesso (fantastico) ragazzo da 12 anni e gli sono sempre stata fedele.
Da 5 anni ho uno studio mio dove lavoro con il moroso.
Con lo stesso moroso ho comprato un villetta bifamiliare a due piani e 3 stanze nello stesso paese dove sono cresciuta e dove abitano i miei genitori.
Vado quasi tutti i giorni a pranzo dai miei, almeno una volta alla settimana a cena dai suoceri, faccio le uscite domenicali con la sorella di mio moroso e i suoi 2 figli e passo il capodanno con mia sorella.
Come se non bastasse ho un aspetto abbastanza ordinario, mi vesto in maniera anonima e ho la faccia da bimba.
Forse sarebbe ora di riconciliarmi con la parte di me che passa il sabato pomeriggio a preparare torte.




CROSTATA DI RICOTTA VELOCE VELOCE

Ingredienti per una tortina piccola (18 cm di diametro)

per il guscio:150 gr di farina
38 gr di burro freddo
60 gr di zucchero
1 uovo piccolo
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina

per il ripieno:250 gr di ricotta fresca
50 gr di cioccolato fondente
50 gr di zucchero
1 bustina di vanillina

Il massimo della pigrizia è farla con il bimby come me, comunque...

Tritare il cioccolato a pezzi e metterlo da parte.

Fare il guscio mescolando gli ingredienti. Si deve ottenere un impasto granuloso che potrà riposare nel frigo mentre si prepara la farcia.

Mescolare energicamente la farina con lo zucchero e la vanillina. Se serve si può aggiungere un cucchiaio di latte.

Preparare la teglia e versare metà impasto sul fondo livellandolo delicatamente.

Adagiare la farcia di ricotta, spolverare con il cioccolato e ricoprire con l'altra metà dell'impasto.

Cuocere in forno a 180° per 30/40 minuti.

Lasciar raffreddare e servire con una forchettina oppure... se volete essere ribelli e anticonformiste, tagliatene subito una fetta e mangiatela con gusto lasciando incuranti le briciole sul divano.